Terna, guidata da Flavio Cattaneo, il primo Tso al mondo ad affermare che i sistemi di storage dovranno far parte integrante della propria rete
Sfruttare il "tesoretto rappresentato dalla domanda di accumuli per le nostre reti" per far sviluppare una filiera tutta italiana delle batterie.
Questo l'auspicio espresso poco più di un mese fa dal sottosegretario al Minambiente Tullio Fanelli (QE 29/2). Un concetto in realtà più volte sottolineato anche dall'a.d. di Terna Flavio Cattaneo, che con il suo piano da 130 MW, ora elevato a 240 MW, ha completamente rivoluzionato le prospettive del settore.
"Parliamo di un valore che si aggira sul miliardo di euro in 4 anni, pari all'intero giro d'affari annuo mondiale delle batterie industriali (al piombo)", sottolinea a QE Nicola Cosciani, a.d. di Fiamm-Sonick e direttore della business unit Energy storage solutions del gruppo vicentino. Che con i suoi 518 milioni € di fatturato è il più grande operatore italiano del comparto. La creazione della filiera italiana delle batterie, quindi, non può che partire da qui.
L'energy storage, spiega però il manager, è un mondo abbastanza complesso, nel quale coesistono diverse tecnologie. Ma soprattutto è ancora una sorta di territorio vergine, ancora da esplorare. Dove nessuno può ancora dire di avere una posizione consolidata “Terna è stato il primo Tso al mondo ad affermare che i sistemi di storage dovranno far parte integrante della propria rete", rimarca Cosciani.
Come a dire: dopo il rallentamento registrato nella mobilità elettrica, questa è la più grande opportunità di sviluppo in larga scala offerta al settore.
"Noi siamo partiti proprio dalle batterie auto - spiega l'a.d. - e da quelle per gruppi di continuità e per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti abbiamo deciso di sviluppare la tecnologia al sodio cloruro di nickel, rilevando la svizzera Mesdea (che aveva il brevetto) nel 2009. Poi ci siamo focalizzati sull'energia con applicazioni offgrid e sulle reti elettriche. Partiamo da soluzioni di piccola taglia, come quella da 250 kWh realizzata in Usa per Duke Energy, ma entro l'anno contiamo di proporre prodotti da 1,2 fino a 80 MWh". Quelli che potrebbero servire a Terna e a tutti gli altri operatori nel, Acea, A2A, ecc.) che stanno sviluppando lo storage in ottica smart grid.
Ma qual è lo stato dell'arte del mercato e della tecnologia? "Oltre alla nostra – dice Cosciani – le due soluzioni più efficaci e promettenti sono la sodio/zolfo (Na/S) e il litio, che in realtà presenta molte diversificazioni al suo interno. A livello di operatori, sulla Na/S la giapponese Ngk è certamente la principale, e forse l'unica in grado di partecipare all'attuale gara di Terna. Sul litio ci sono la giapponese Nec (in corsa per la gara Enel, che vuol selezionare 4 diverse soluzioni con il litio, QE 18/1), le coreane Samsung e LG e l'americana A123. L'unico concorrente con produzione in Europa è Saft, che propone batteria al litio".
Come scegliere tra tante soluzioni? "innanzitutto – spiega l'esperto – alcune offrono alta energia ma bassa potenza, nel senso che rilasciano l'elettricità lentamente (es. il sodio/zolfo in 7/8 ore, la nostra in circa 3 ore e il litio anche in 1 ora). Per cui dipende dalle esigenze di utilizzo. Sul fronte costi, fatto 100 il litio che è la più cara, il sodio/nickel costa 60, il sodio/zolfo tra 40 e 50. La nostra tecnologia presenta però altri vantaggi: la sicurezza, innanzitutto, poi il fatto di non utilizzare metalli rari soggetti ad ampie fluttuazioni di prezzo e infine il bassissimo impatto ambientale".
Quali prospettive, quindi, per Fiamm? ''A livello mondiale – prosegue Cosciani – le stime parlano di un giro d'affari di 1,6 m.di € al 2015 ma le riteniamo molto prudenti. Nei prossimi 4 anni noi investiremo oltre 40 milioni in 3 stabilimenti in Italia, Cina e Usa, con l'obiettivo di portare il fatturato di questo business da 20/25 a oltre 100 milioni in 3 anni. Partecipiamo a una gara Acea per un sistema da circa 300 kWh il cui esito si dovrebbe avere entro un mese, abbiamo contatti con Sorgenia per un progetto pilota su un’abitazione indipendente e soprattutto contiamo di prendere parte allo storage lab che Terna sta organizzando parallelamente alla gara per selezionare altre tecnologie innovative ed ai prossimi bandi che Enel organizzerà. In più, abbiamo accordi all'estero con Edf, Endesa e in Cina”.
Certo, però, battere la concorrenza dei colossi stranieri non sarà facile.
''Alle partnership tra tecnologie e operatori concorrenti non credo molto - conclude Cosciani - forse sarebbe utile un intervento del Governo che sostenga la filiera italiana, anche se va studiato lo strumento più adeguato. Magari si potrebbe privilegiare chi ha una presenza sul territorio, come si fa negli Usa. Ma queste sono decisioni politiche sulle quali, ovviamente, non mi pronuncio".
Fonte: Quotidiano Energia
martedì 3 aprile 2012
Flavio Cattaneo Terna, sviluppare una filiera tutta italiana delle batterie
Pubblicato da
TheEnergyNews
alle ore
18:31
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