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lunedì 23 ottobre 2017

AssoDistil: per l'IG Grappa accoglienza trionfale a New York

PER LA GRAPPA ACCOGLIENZA TRIONFALE A NEW YORK

Al via negli Stati Uniti "Hello Grappa", il progetto di promozione e informazione del distillato italiano voluto da AssoDistil. Prima tappa un seminario con degustazione all'Hotel Michelangelo di New York.

L'IG Grappa conquista anche la Grande Mela. L'acquavite Made in Italy ha suscitato grande interesse tra addetti ai lavori, appassionati di distillati e semplici enogastronauti, in occasione del primo seminario con degustazione, organizzato a New York all'Hotel Michelangelo nell'ambito del progetto "Hello Grappa".

Il piano, promosso da AssoDistil, l'Associazione italiana dei distillatori, prevede una serie di eventi dedicati al lancio della Grappa, pensati per far conoscere il prestigioso distillato italiano ad Indicazione Geografica protetta al mercato ed ai consumatori americani. Grazie ai fondi del Regolamento 1144/2014 per la promozione dei prodotti agricoli, il piano conta su un investimento di circa 1 milione di euro su base triennale. 

Si annoverano grandi nomi della distillazione italiana tra le aziende che hanno reso possibile la realizzazione del progetto: Banfi, Bottega, Bepi Tosolini, Bertagnolli, Bonollo, Bonollo Umberto, Caffo, Castagner, Faled, Franciacorta, Marzadro, Mazzetti d'Altavilla

Grazie al suo impegno diretto, AssoDistil, che rappresenta la stragrande maggioranza delle aziende del settore, è risultata una delle "magnifiche dieci" italiane che si sono aggiudicate il finanziamento UE. Un risultato reso ancora più significativo dal fatto che l'Italia è al primo posto in Europa per le risorse ricevute grazie alla nuova politica di promozione dell'Unione Europea.

La manifestazione si è svolta in due sessioni, allo scopo di far scoprire al pubblico i segreti ed il gusto unico del prestigioso distillato italiano. A condurre la degustazione Scott Rosenbaum, esperto di "spirits" dell'International Wine Center, che ha raccontato ad una platea attenta le tante sfaccettature della Grappa, legandole al territorio e alla storia dei grandi marchi italiani della distillazione.

Per i distillatori, l'evento newyorkese è il primo passo di un percorso di promozione all'export del grande distillato in tutto il mondo. "Possiamo ben dire che l'America, per noi, è una grande prateria da esplorare – spiega Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Nazionale Acquaviti di AssoDistil –. Si tratta di un mercato fondamentale per l'agroalimentare italiano e per i prodotti del nostro settore, che ne rappresentano un pezzo importante".

La strategia è quella di seguire la strada già tracciata dai grandi vini italiani, oggi amati in tutto il mondo. "Siamo convinti – osserva Mazzetti - che la nostra acquavite, simbolo del Made in Italy e gli altri 'spirits' della nostra tradizione, per gusto, qualità e ricercatezza, nulla abbiano da invidiare a distillati e liquori di prestigio prodotti in altri Paesi. Meritano quindi di essere conosciuti ed apprezzati anche negli Stati Uniti, i cui consumatori sono da sempre particolarmente recettivi rispetto alle eccellenze enogastronomiche italiane".

Oltre a decine di esperti e di buyers, che si sono assiepati all'Hotel Michelangelo per conoscere grappe di diverse tipologie durante la "Walk-around testing experience", all'evento ha partecipato Maurizio Forte, direttore dell'Ufficio ICE della città.

"E' stato un grande onore, per noi distillatori, essere riusciti a suscitare tanto interesse per questo primo incontro con l'America del buon bere – sottolinea Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil – è il segno che il progetto merita attenzione e può davvero cambiare l'immagine delle nostre distillerie oltreoceano. Al tempo stesso, l'evento si è trasformato "in un tributo al Made in Italy, alle sue eccellenze e al valore del territorio, che per noi distillatori rappresenta un valore fondamentale".


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Vicinissimo agli scavi di Pompei un nuovo albergo

Unità Climaveneta per la climatizzazione dello storico Albergo del Rosario di Pompei

Riapre lo storico Albergo del Rosario di Pompei

Sono quasi ultimati i lavori di ristrutturazione che porteranno lo storico Albergo del Rosario di Pompei, chiuso ormai da oltre 20 anni, a riaprire con il nome di Habita.79, una moderna struttura ricettiva di categoria 4 stelle superior con oltre 300 posti letto, in grado di accogliere i numerosi turisti che ogni giorno visitano gli adiacenti scavi.

L’edificio è costituito da 4 piani fuori terra di circa 1.200 m2 ciascuno ed un piano seminterrato. Oltre alle camere la struttura comprende: una hall, un’area convegni con due sale congressi da 100 posti ciascuna, un’area SPA e fitness, una sala polifunzionale da 200 posti, con relativa cucina, un ristorante bistrot da 150 posti.

Il progetto architettonico
La progettazione, curata dalla GNOSIS Architettura Soc Coop,, con le migliorie apportate all’involucro, e l’elevata efficienza delle soluzioni impiantistiche adottate hanno consentito al vecchio fabbricato di raggiungere la classe energetica A3, nonostante i vincoli posti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici.  

Le pareti esterne, del tipo a doppia fodera, sono state riempite con isolante di tipo granulare, gli intonaci sono  di tipo termico, i pavimenti e il tetto sono stati opportunamente isolati e gli infissi installati sono del tipo a taglio termico con doppio vetro basso-emissivo, solarizzato per la facciata sud. Le due fodere della parete esterna risultano realizzate in mattoni semipieni, per garantire alla struttura una discreta massa, contribuendo ad aumentare lo sfasamento dell’onda termica.

Il progetto impiantistico
Gli interventi di ristrutturazione hanno presentato numerose restrizioni anche dal punto di vista impiantistico come ad esempio il divieto di installazione di pannelli fotovoltaici e solare termico dovuto al vincolo architettonico in essere e l’impossibilità di utilizzare la copertura dell’edificio per non ostacolare la vista sugli scavi di Pompei e sul mare. L’installazione di impianti in copertura o all’aperto avrebbero inoltre comportato emissioni sonore inaccettabili per strutture di questo tipo.

L’impianto di climatizzazione
L’impianto di climatizzazione, che in complessi di queste dimensioni rischia di essere altamente energivoro, si basa su pompe di calore acqua-acqua. Questa soluzione consente di ottenere un notevole risparmio energetico, un maggior utilizzo di energie rinnovabili, minori ingombri e rumorosità, rispetto ad un impianto con unità aria-acqua. All’Albergo del Rosario il risparmio economico stimato è di circa il 30%, mentre la percentuale di copertura con energie rinnovabili supera il 48%.

Poiché l’area di Pompei è attraversata da una ricca falda acquifera sotterranea con una temperatura costante di 15°C si è deciso infatti di utilizzare la falda come serbatoio termico per la centrale termofrigorifera a pompa di calore. Sono quindi state selezionate 2 ERACS2-WQ/S 1002 a marchio Climaveneta in grado di fornire caldo, freddo ed acqua sanitaria anche simultaneamente. Le pompe di calore selezionate sono dei gruppi polivalenti a quattro tubi con recupero totale che consentono la produzione gratuita di acqua calda durante il funzionamento in refrigerazione.

Per ridurre la potenza di punta richiesta alle unità e di conseguenza la portata d’acqua emunta, e per utilizzare l’energia elettrica nelle ore di tariffe elettriche più convenienti, si è scelto di utilizzare un sistema di accumulo termico. Le pompe di calore lavorano quindi di notte per caricare energia nel sistema di accumulo, che poi viene usata durante il giorno insieme alla produzione diretta per garantire il fabbisogno energetico del fabbricato.

L’Ing Lanzillo della GNOSIS, che ha curato la progettazione di questo impianto afferma: “Nella progettazione di questo impianto sono stati centrati tutti i target di efficienza indicati dalla committenza, nel pieno rispetto dei vincoli architettonici ed ambientali imposti dalla vicinanza con un importante area archeologica” e prosegue: “ La soluzione individuata consente infatti di ottenere un notevole risparmio energetico ed economico, accrescendo l’aliquota di utilizzo di energie rinnovabili e minimizzando al contempo le emissioni sonore e gli ingombri”.

La gestione di un impianto complessoL’impianto così progettato presenta una discreta complessità, legata all’elevato numero di parametri da controllare: oltre a quelli operativi dei gruppi polivalenti già di per se numerosi, si tengono infatti monitorate anche le tariffe dei fornitori di energia, in particolare di elettricità e gas.
Il sistema di controllo dedicato ClimaPRO di Climaveneta è in grado di gestire le unità polivalenti modificando i set point di funzionamento per adattarli alle varie esigenze dell’impianto. Il sistema controlla in ogni momento tutti i parametri di funzionamento delle macchine, compresi EER e COP, ottimizzandoli ed è quindi in grado di misurare e verificare le efficienze dell’impianto con logiche di saturazione o bilanciamento per assicurare la massima efficienza nella produzione dell’energia frigorifera e termica.

La priorità di attivazione delle unità viene sempre assegnata in modo da perseguire logiche di produzione di energia frigorifera e/o termica in regime di massima efficienza, sia a carico parziale che a pieno carico. In tutti i casi in cui le unità producono simultaneamente acqua calda e refrigerata al fine di soddisfare il carico termico d’impianto, l'efficienza reale è considerata tenendo conto della somma delle prestazioni in riscaldamento ed in raffrescamento.

La distribuzione dell’aria
L’aria viene infine distribuita in ambiente attraverso terminali idronici. Sono quindi stati installati 94 fan coil i-LIFE2 e 24 cassette i-CHD, 2 canalizzati a-HWD oltre a 7 unità per il recupero di calore HRD2 tutti a marchio Climaveneta. Completano la fornitura 4 unità trattamento aria Wizard, che aiutano a mantenere livelli di temperatura ed umidità stabili, contribuendo all’efficientamento complessivo dell’edificio.

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domenica 22 ottobre 2017

CorrieredelWeb.it: CHI SIAMO

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sabato 21 ottobre 2017

PRESENTATO A HOST MILANO MIXOLOGICA IL PRIMO BARTENDER AUTOMATIZZATO PROFESSIONALE

Il cocktail perfetto in 6 secondi (10 secondi per i cocktail più sofisticati). Presentata oggi a Host Fiera Milano la prima macchina professionale per fare cocktail perfetti. Dosaggio degli ingredienti, miscelazione e erogazione misurati con estrema precisione. “Non un sostituto del bartender ma un'invenzione che permetterà una drastica riduzione dei tempi di attesa e degli sprechi, di norma il 15% del totale delle materie prime” ha spiegato Bruno Bigaran, Ceo di Kleos srl
 
Un Margarita? Sette secondi. Un Martini Dry? Sei secondi. Un Mojito? Dieci secondi. Un Manhattan? Otto secondi. Per un locale, dove mediamente un cocktail viene preparato in quattro, cinque minuti, si tratta di una vera rivoluzione. Di fatto come avere 30 bartender che lavorano in contemporanea. E' stato presentato oggi alla 40. edizione di Host, Salone Internazionale dell'Ospitalità Professionale di Milano, Mixologica, il primo bartender professionale completamente automatizzato.

Mixologica, al suo debutto nel mercato in due versioni (Joy e Energy), ha indicativamente le dimensione di una macchina da caffè professionale. La macchina, grazie ad un software costantemente aggiornato, dosa, miscela ed eroga fino a 24 tipi diversi di alcolici e fino a 300 ingredienti differenti con altissima precisione e rapidità. Uno schermo lcd permette all'operatore di selezionare il cocktail desiderato tra le ricette esistenti (579 i cocktail precaricati), di scaricare nuove ricette o di modificare quelle esistenti per personalizzare al massimo il prodotto.

“Non è uno strumento ideato per sostituire il bartender – ha spiegato Bruno Bigaran, ad di Kleos srl, società proprietaria del marchio Mixologica – ma vuole essere un valido aiuto al professionista che opera dietro al bancone. L'esperto di cocktail potrà poi aggiungere il suo estro, decorazioni, migliorare ulteriormente il prodotto con essenze, spezie e tutto quanto dettato dalla sua creatività ma avrà una base pronta in una manciata di secondi invece che in diversi minuti come accade oggi in qualsiasi locale”.

I vantaggi sono enormi da molti punti di vista. Innanzitutto dal punto di vista dei tempi di preparazione (e quindi della capacità per un bartender di servire un numero maggiore di clienti). Ma sono importanti anche sul fronte del risparmio economico visto che, grazie alla precisione con cui Mixologica dosa gli ingredienti, non viene sprecata nemmeno una goccia di materia prima. Va considerato infatti che gli sprechi di materia prima per un locale medio si aggirano attorno ad un 15% del totale. Infine di grande utilità per un locale è anche la possibilità di organizzare “serate a tema” pre-impostando i cocktail da eseguire o di consultare analytics dettagliate per scoprire i cocktail più ordinati per serate o fasce orarie.

Motore del progetto è la Kleos srl di Pordenone, società specializzata in sviluppo di business ad alto potenziale innovativo. Ad accettare la scommessa di lanciare il primo “bartender automatizzato” è stato il suo amministratore delegato, Bruno Bigaran, ex ad di Franke ed ex presidente della Regione Sud Europa di Franke che ha raccolto e potenziato l'intuizione originaria di Luigi Scinico, partner tecnico del progetto .

Dopo la presentazione italiana di questa mattina alla Fiera di Milano a breve partirà un tour negli Usa.


Foto e video della presentazione stampa di Mixologica sono disponibili a questo link https://drive.google.com/open?id=0B6dOm5W_ziN0d1AtbVNmUU9rdkE


Kleos srl  nasce nel 2016 a Pordenone. La società, specializzata nello sviluppo di business innovativi, nasce da un'idea di Bruno Bigaran, ex amministratore delegato di Franke Italia. Opera come partner per lo sviluppo dei mercati e per progetti strategici di riposizionamento.

Telefonia. Bloccate le bollette a 28 giorni? Per il Codacons, pratica illegale

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BOLLETTE A 28 GG: CODACONS DENUNCIA GESTORI TELEFONICI A 104 PROCURE DI TUTTA ITALIA

INDAGARE PER TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA. SOLO PER RETE FISSA E ABBONAMENTI SIM +50 EURO ANNUI A FAMIGLIA


Il Codacons depositerà lunedì prossimo un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia contri i gestori telefonici per la vicenda delle fatturazioni a 28 giorni sui contratti telefonici.

Di fronte all’immobilismo del Governo, che si limita ad annunciare futuri e non meglio specificati provvedimenti mentre i cittadini sono costretti a pagare una mensilità in più all’anno a causa della illegale prassi, e ai limiti dell’Agcom le cui sanzioni non possono superare una certa soglia, abbiamo deciso di passare alle vie legali denunciando penalmente le società telefoniche – spiega il presidente Carlo Rienzi – La fatturazione a 28 giorni, infatti, è stata vietata in modo netto dall’Autorità per le comunicazioni, e nonostante sia illegale viene applicata ai contratti degli utenti, realizzando solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti Sim un ingiustificato ricavo per le compagnie telefoniche pari a 1,19 miliardi di euro annui

In sostanza ogni singola famiglia italiana versa nelle casse degli operatori circa 50 euro annui per una pratica ritenuta illegale dall’Agcom, senza tenere conto delle sim ricaricabili.

Per tale motivo il Codacons presenterà lunedì un esposto a 104 Procure di tutta Italia, in cui si chiede di aprire una indagine sui gestori telefonici operanti nel nostro paese, alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata, appropriazione indebita e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Intanto gli utenti possono tutelarsi scaricando sul sito www.codacons.it la diffida alle compagnie telefoniche e la richiesta di indennizzo automatico dinanzi al Corecom per ottenere il risarcimento delle maggiori spese sostenute a causa dell’illegale fatturazione a 28 giorni. 

21 ottobre 2017

venerdì 20 ottobre 2017

Stop al fondo antiludopatia, 9 Regioni erano già pronte ad utilizzare le risorse

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ROMA - La sentenza del Tar Lazio, che su ricorso del Codacons ha annullato i piani regionali antiludopatia, alimentati da un fondo nazionale di 50 milioni di euro, ha riflessi soprattutto sulle nove regioni italiane che a oggi si sono dotate di un piano di contrasto al gioco patologico e sono quindi teoricamente pronte a realizzarlo. 

Fra queste, spiega Agipronews, la Lombardia, alla quale in sede di ripartizione è toccata la fetta più grande, 8,2 milioni e che già nei mesi scorsi ha finanziato con due milioni di euro un bando che prevede diverse linee d’azione: informazione e comunicazione, formazione, ascolto e orientamento mappatura e contestuale azione di controllo, azioni no slot, controllo e vigilanza, ricerca. 

Fra le regioni “pronte”, prosegue Agipronews, c’è anche il Lazio, che il 22 marzo 2017 ha presentato un Piano regionale per il contrasto del gioco patologico da 14,4 milioni, nel quale confluisce anche una porzione del fondo nazionale, pari a 4,8 milioni. 

Le altre sono la Toscana, a cui toccano 3,1 milioni dei 50 stanziati dal fondo, il Veneto (4 milioni), l’Abruzzo (1,1), la Calabria (1,6), il Friuli (1), la Puglia (3,4) e il Piemonte (3,6). MF/Agipro

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