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lunedì 17 luglio 2017

Mala movida a Roma, Fipe: "Porre un freno alla crescita senza controllo degli esercizi commerciali"

CRESCITA SENZA CONTROLLO DEI PUBBLICI ESERCIZI, MINIMARKET, CHIOSCHI E TAKE AWAY, ECCO GLI AMICI DELLA MALA MOVIDA

FIPE: "OCCORRE PORRE UN ARGINE ALL'AUMENTO INDISCRIMINATO DI ESERCIZI COMMERCIALI, SERVONO REGOLE STRUTTURALI"

 

Roma, 17 luglio 2017 - "Non sono le ordinanze la soluzione contro la mala movida. Serve piuttosto un corpus di regole strutturali per arginare il proliferare incontrollato di un microcosmo di minimarket, take away e tutti quei piccoli esercizi commerciali che operano con personale ridotto al minimo e in spazi limitati favorendo la concentrazione della clientela (e il relativo consumo) all'esterno". Questa la posizione espressa da Fabio Spada, Presidente di Fipe Roma a seguito dell'ordinanza emanata sul tema qualche giorno fa dal sindaco di Roma Virginia Raggi contro la vendita di bevande alcoliche e il loro consumo in ogni angolo della città.

Secondo i dati della Fipe Roma, nel solo centro storico della Capitale si contano 1.573 ristoranti, 900 bar, 110 gelaterie, a cui si uniscono 343 take away. "Da questi numeri ben si può comprendere quanto a Roma si riscontri un eccesso di offerta, situazione analoga per molte altre città italiane - prosegue Spada -. Proprio l'eccesso di offerta, insieme all'aumento di locali di ridotte dimensioni e senza servizio, e la possibilità per chiunque, anche in forme abusive, di vendere bevande alcoliche sono le cause principali alla base del fenomeno della mala movida. Per questo è ormai fondamentale intervenire su questi aspetti, bloccando in primo luogo le nuove aperture, a cominciare da take away, minimarket e chioschi. Alcuni sindaci in diverse città italiane hanno già operato in questa direzione, per salvaguardare l'ordine pubblico e il decoro dei centri storici, e sarebbe opportuno che anche Roma seguisse questo esempio".




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